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Il modello d'insegnamento delle lingue a scuola non funziona, perche'?

Hocus & Lotus - Il modello d'insegnamento delle lingue a scuola non funziona, perche'?


Il dilemma sullo studio delle lingue da bambini è sempre lo stesso. Se si inizia a studiare l'inglese alla  materna, perchè i bambini hanno grandi difficoltà a rendere propria questa lingua? Il problema principale nasce dalla modalità di insegnamento, ancora legata al “vecchio” metodo di studio.

In questo articolo di Roberta Rossi e Sara Micheli, vengono analizzate le problematiche e le possibili soluzioni per il miglior apprendimento dell'inglese in età scolare.

Perché nessuno sa parlare bene l'inglese se si inizia a studiare inglese fin dalla materna? E le altre lingue? francese, tedesco, spagnolo... Chi sa parlare scioltamente una di queste lingue dopo averle studiate a scuola? In Italia praticamente nessuno!
 
Il motivo sta nel modello didattico che fino ad ora è stato utilizzato nelle scuole e che ha sempre avuto come guida all'impostazione metodologica le caratteristiche e tipicità della lingua stessa, invece di avere come base per l'impostazione di una didattica efficace il processo mentale con cui si impara una lingua. In altre parole, l'insegnante di lingue straniere moderne rimane attaccato all'oggetto di studio, la lingua, senza occuparsene a sufficienza di ciò che deve occadere nell'esperienza linguistica del soggetto apprendente, per generare un adeguato apprendimento linguistico. 

 

L'insegnamento di una lingua straniera (L2), oggi, viene studiata dalla disciplina detta "glottodidattica". Secondo questo ambito di studio è possibile imparare una L2 attraverso la lettura di un testo, il famoso libro di testo per l' appunto. Il lavoro che viene richiesto allo studente è quello di leggere, interpretare, capire e ripetere per mandare tutto in memoria. È un tipo di apprendimento lungo e difficile; si tratta di un notevole  lavorio mentale, molto astratto, che richiede uno sforzo di voluta concentrazione ed è destinato ad avere un risultato poco duraturo nel tempo.

 

Studiare una L2 non è come studiare storia, formule di matematica o filosofia che, anche se verranno in parte dimenticate, non compromettono la possibilità di comunicare con gli altri. Imparare una lingua vuol dire imparare un sistema di comunicazione che non si dovrebbe dimenticare nel corso del tempo. Possiamo fare a meno di ricordarci una formula algebrica che, all'occorrenza, potremmo andare a cercare sui manuali, ma non possiamo non sapere più come si dice, commenta o si chiede qualcosa in L2 se ci troviamo in un posto in cui occorre il suo uso!

 

E allora come si impara una lingua straniera con successo?

 

Il metodo più semplice ed immediato è di vivere in un contesto in cui si parla nella lingua straniera in modo da essere in contatto continuo con essa e doverla parlare per comunicare. Utilizzare e praticare una lingua è di sicuro più efficace di leggerla e studiarla in un libro! Ma allora una lingua straniera si può imparare solo andando a vivere all'estero? No!

 

Si può ricorrere ad un metodo che non sia puramente simbolico-ricostruttivo come quello sopra descritto, bensì percettivo-motorio (Antinucci, 2001). Che significa percettivo motorio? Vuol dire fare, agire, vivere un'esperienza in L2 senza la mediazione del libro; l'esperienza è immediata e si apprende stando immersi nell'esperienza stessa. È un tipo di apprendimento naturale e spontaneo, basato su "cicli ripetuti di percezione-azione" (guardo e imito, ascolto e ripeto) praticato attraverso i gesti, sotto la guida di un insegnante che, più che dire, mostra come fare. I gesti, ovvero atti di significato, sono alla base dell'apprendimento percettivo motorio: il bambino divertito nel riprodurre il gesto proposto dall'insegnante e nel comprenderne il significato, non avrà bisogno della traduzione del vocabolo che l'insegnante ha appena detto, perché lo capisce attraverso il gesto, inoltre pronuncerà la parola in modo corretto per contagio, ovvero, imitazione. Non c'è bisogno di consapevolezza, non richiede concentrazione, non ci fa fare fatica, non ci stanca ed è molto più veloce. Se ci fermiamo a pensare un attimo notiamo che i bambini imparano a parlare proprio così!

 

Per poter imparare una lingua bisogna rispettare i processi mentali che sono alla base dell'apprendimento del linguaggio (si tratta di un ambito di studio che riceve il nome di psicolinguistica); solo dopo aver imparato la lingua può essere opportuno passare all'insegnamento della grammatica e della sintassi di quella lingua (linguistica) come strumento di riflessione sul funzionamento della lingua stessa.

 

Nella pratica di insegnamento delle lingue straniere, questo si traduce nell’imparare a parlare una nuova lingua con il modello psicolinguistico del Format Narrativo, ovvero, con Hocus&Lotus, naturalmente!

 

L'approccio del Format Narrativo è studiato per essere coinvolgente per il bambino, attraverso l'uso di strumenti “naturali” come la narrazione, le canzoni e le storie di personaggi adorabili in cui i bambini possono, in qualche modo, identificarsi.